Cosa sono e come funzionano i Digital Video Recorder

Quando si parla di sistemi di allarme e di antifurto, spesso si fa riferimento alla classica ‘scatolina’ che serve per registrare i cambiamenti (di temperatura, di energia, oppure la rottura del contatto magnetico che protegge porte e fnestre) e quindi per attivare l’allarme una volta che questi cambiamenti sono messi in atto. Per dirla meglio, un antifurto ad infrarossi, per esempio, è utile perché identifica una variazione di calore all’interno della stanza sotto controllo, mentre uno con funzionamento a microonde registra le variazioni di onde di energia, attivando l’allarme in caso di pericolo.

Tuttavia, i sistemi di controllo e protezione per una casa o per un edificio in genere non si fermano qui: con l’avanzare sempre più importante di furti e manomissioni, sta diventando sempre più necessario attivare dei sistemi di protezione e di sicurezza il più possibile innovativi e sicuri, come ad esempio le videocamere di sorveglianza ed i digital video recorder – anche noti come DVR – che vengono utilizzati con le telecamere stesse.

Di cosa si tratta? Hanno un costo elevato? Possono essere associati ad altre forme di controllo? Funzionano davvero?

Prima di rispondere a tutte queste lecite domande occorre ricordare che DVR è l’acronimo di Digital Video Recorder, ovvero in inglese Videoregistratore digitale: ciò significa che le immagini che sono riprese dalla telecamera di sorveglianza non sono semplicemente riprese e cancellate, ma vengono registrate su un formato digitale per consentire anche il controllo successivo all’eventuale furto. La semplice telecamera di sorveglianza funziona attraverso la visualizzazione di frame ed immagini, mentre l’eventuale presenza aggiunta di un sistema di videoregistrazione in formato digitale permette di avere un controllo ancora più massiccio ed importante perché offre la possibilità di visionare successivamente le immagini e di evidenziare eventuali problemi.

In caso di furto riuscito, la presenza della telecamera con videoregistrazione consente di vedere – anche tramite accesso remoto – le registrazioni eseguite, e di verificare numeri di targa o eventuali immagini identificative del ladro o del malintenzionato. I digital video recorder hanno la possibilità di registrare le immagini anche per mezzo di più telecamere contemporaneamente: il funzionamento è anche in quel caso molto semplice.

Questo tipo di strumento consente di avere un ulteriore punto di riferimento in caso di furti avvenuti, ed è proprio a questo strumento che spesso si affida chi effettua indagini su furti e rapine in supermercati, banche, o in prossimità di centri commerciali e strutture in cui sia presente la videocamera di sorveglianza.

Antifurto casa in offerta

Comprare un antifurto casa in offerta da installare all’interno del proprio appartamento o della propria casa privata per proteggerlo da malintenzionati e da ingressi indesiderati in casa è davvero la scelta giusta? Può essere una scelta conveniente oppure occorre diffidare dalle offerte per scegliere invece prodotti a prezzo pieno?

Rispondere a tutte queste domande non è certo semplice. Non lo è perché ovviamente, chi decide di acquistare un sistema di allarme per difendere sé stesso ed i propri beni (mobili ed immobili) dai ladri e dai malviventi, deve comunque sostenere un costo che spesso non è da sottovalutare, in special modo in momenti di crisi lavorativa, economica e sociale.

Tuttavia, proprio per questo motivo, e proprio per evitare di ritrovarsi con la casa completamente distrutta o svegliati nel pieno della notte da un ladro in azione (con conseguenti rischi per la nostra incolumità e per quella della nostra famiglia), è importante sapere che il costo che affronteremo sarà comunque ripagato e verrà ammortizzato grazie al fatto che avremo una sicurezza in più.

Prima di rispondere alla domanda se convenga davvero (o meno) acquistare un antifurto casa in offerta, ricordiamo che, a prezzo pieno, un sistema di allarme completo o comunque personalizzabile può arrivare anche ad un costo di oltre 1000 euro: per questo motivo, se conosciamo il brand dell’antifurto casa che abbiamo trovato in offerta, se ci fidiamo del negozio presso il quale abbiamo deciso di acquistare il nostro sistema di allarme, e se abbiamo dei feedback positivi, l’acquisto di un antifurto in offerta non è una scelta così azzardata.

Anzi: esattamente come avviene per altri oggetti che spesso acquistiamo ad un prezzo ribassato per spendere il meno possibile, anche l’antifurto casa può avere un prezzo più economico, senza che venga in alcun modo messa in discussione la qualità del prodotto.

Sia che decidiamo di comprare un antifurto a prezzo pieno, sia che abbiamo la fortuna di trovare un antifurto casa in offerta, dovremo comunque prestare attenzione alla qualità del prodotto e del marchio, ma anche alle sue componenti, senza rischiare di farci fregare. Un kit in offerta è del tutto valido se è ricco delle sue componenti e degli accessori spesso considerati ‘aggiuntivi’, pertanto l’unico aspetto negativo a cui potremmo andare incontro potrebbe essere l’assenza degli optional: in ogni caso, bisogna sempre diffidare da offerte ‘false’ – è bene, per esempio, fare un rapido giro in rete per capire il prezzo iniziale del prodotto – e soprattutto è molto importante controllare che il prodotto sia del tutto nelle sue condizioni ottimali e con garanzia.

Quanto potrebbe costare un antifurto casa in offerta? Veniamo, insomma, alle note dolenti. Un sistema di allarme in offerta potrebbe raggiungere anche una percentuale di sconto del 50%: inoltre, pensiamo anche all’aspetto relativo alla presenza di omaggi (come ad esempio la spedizione gratuita, nel caso in cui decidessimo di acquistare online), oppure di sistemi di videosorveglianza o Sim card inclusi nel prezzo. Tutti aspetti eccezionalmente positivi, che vale la pena di sottolineare, anche per sistemi di allarme personalizzati.

Porsche – Confermati i quattro cilindri per Cayman e Boxster

Per la Porsche si prefigura un futuro a quattro cilindri. Dopo la presentazione della 919 Hybrid per Le Mans 2015 con il nuovo V4 sovralimentato, anche alcuni modelli di serie potranno presto contare su motori con questo frazionamento.

A confermarlo è lo stesso Matthias Müller, che in una intervista ad Auto Motor Und Sport, ripresa da Automotive News, ha confermato che la prossima generazione di Boxster e Cayman porterà al debutto un inedito quattro cilindri boxer, capace di erogare fino a 400 CV sui modelli più potenti.

Quattro di ritorno. Secondo le dichiarazioni di Müller, il motore prenderà vita da un progetto modulare e sarà molto virtuoso in termini di emissioni di CO2. Non sono stati tuttavia fatti riferimenti diretti né alle cilindrate né alla presenza di un eventuale powertrain ibrido.

Porsche è universalmente conosciuta per i suoi sei cilindri boxer, ma la formula quattro cilindri è stata quella con cui sono stati mossi i primi passi nel mondo dell’auto con la 356, fino ai modelli da competizione degli anni ’50 e ’60. In seguito i quattro cilindri boxer sono stati adottati sulla 912 e sulla 914, mentre il quattro in linea è stata alla base dei modelli 924, 944 e 968. L.Cor.

Antifurto wi-fi

Sono tempi particolarmente ostici, quelli che stiamo vivendo nel corso di questi ultimi anni, per quel che concerne la protezione dei propri effetti. La forte crisi economica che da un decennio a questa parte sta frastagliando anche la nostra Italia, infatti, ha probabilmente acuito certi effetti secondari come la delinquenza: in questo senso, purtroppo, i crimini, i furti e gli scassi sembrano aumentare sempre di più. La soluzione, chiaramente, è quella di proteggersi ulteriormente, e un metodo per farlo con maggiore efficacia è senz’altro quello relativo ai sistemi di antifurto.

Ad oggi, effettivamente, per fortuna, le nuove tecnologie hanno consentito lo sviluppo di impianti particolarmente sofisticati e performanti. Particolarmente interessante, da questo punto di vista, è la nascita dell’ antifurto wi-fi, altresì detto antifurto wireless, che da più parti sta trovando consensi sempre crescenti.

Andiamo a scendere un po’ più nel dettaglio, e a capire come funziona esattamente un antifurto wi-fi. Grazie ad essi, effettivamente, è possibile proteggere qualunque tipo di edificio, a prescindere da struttura e dimensioni. La facilità di utilizzo e di installazione consente di acquistarlo ed inserirlo anche da soli, ma va da sé che, se possibile, è preferibile chiedere consiglio a personale specializzato e competente in questo settore.

Per quanto riguarda la scelta, fortunatamente, il Belpaese vanta una tradizione conclamata in questo settore: tantissime case, soprattutto tra le più note come Beghelli o Daitem, offrono oggi la possibilità di reperire un antifurto wi-fi di buona qualità. L’utilizzo di quest’ultimo è tanto semplice quanto affascinante: esso agisce infatti come una sentinella, percependo la presenza ed i movimenti di un qualche intruso, dopodiché invia un impulso presso la centralina che fa subito scattare l’allarme. Inoltre, generalmente, l’attivazione dell’allarme fa anche partire una chiamata telefonica al proprietario, che potrà così essere prontamente allertato.

Entrando maggiormente nel merito della questione, scopriamo tuttavia che un antifurto wi-fi è dotato di numerose componenti, tra cui barriere perimetrali, sensori antisfondamento, contatti magnetici e altri ancora. Tutte queste parti, veri e propri dispositivi a sé stanti, interagiscono tramite wi-fi, appunto, ad una componente centrale, che è poi il vero cervello dell’antifurto. Tali dispositivi sono alimentati da batterie ricaricabili, che, per quanto siano a lunga durata, vanno comunque controllati spesso per ogni sicurezza.

Interessante notare l’impatto che la tecnologia odierna ha avuto su tali dispositivi, capaci di funzionare rilevanto il movimento o addirittura il calore: poiché, infatti, il corpo di un essere umano emette un forte calore, tali sensore riescono a rilevare una temperatura elevata, riuscendo quindi a comprendere che si è in presenza di un intruso.

Altri sensori, invece, avvertono i movimenti: altra caratteristica che lascia intendere la presenza di un qualche corpo estraneo. Bisogna però avvertire che anche un antifurto wi-fi può far cadere nella trappola del falso allarme: esso, infatti, specialmente se di qualità non propriamente elevata, farà fatica e distinguere il tipo di movimento, e in questo senso potrebbe far scattare l’allarme persino al passaggio di un animale, o persino di un oggetto spostato a causa di una forte raffica di vento. È sempre bene, quindi, prestare le dovute precauzioni.