antifurto-wifi

Antifurto wi-fi

Sono tempi particolarmente ostici, quelli che stiamo vivendo nel corso di questi ultimi anni, per quel che concerne la protezione dei propri effetti. La forte crisi economica che da un decennio a questa parte sta frastagliando anche la nostra Italia, infatti, ha probabilmente acuito certi effetti secondari come la delinquenza: in questo senso, purtroppo, i crimini, i furti e gli scassi sembrano aumentare sempre di più. La soluzione, chiaramente, è quella di proteggersi ulteriormente, e un metodo per farlo con maggiore efficacia è senz’altro quello relativo ai sistemi di antifurto.

Ad oggi, effettivamente, per fortuna, le nuove tecnologie hanno consentito lo sviluppo di impianti particolarmente sofisticati e performanti. Particolarmente interessante, da questo punto di vista, è la nascita dell’ antifurto wi-fi, altresì detto antifurto wireless, che da più parti sta trovando consensi sempre crescenti.

Andiamo a scendere un po’ più nel dettaglio, e a capire come funziona esattamente un antifurto wi-fi. Grazie ad essi, effettivamente, è possibile proteggere qualunque tipo di edificio, a prescindere da struttura e dimensioni. La facilità di utilizzo e di installazione consente di acquistarlo ed inserirlo anche da soli, ma va da sé che, se possibile, è preferibile chiedere consiglio a personale specializzato e competente in questo settore.

Per quanto riguarda la scelta, fortunatamente, il Belpaese vanta una tradizione conclamata in questo settore: tantissime case, soprattutto tra le più note come Beghelli o Daitem, offrono oggi la possibilità di reperire un antifurto wi-fi di buona qualità. L’utilizzo di quest’ultimo è tanto semplice quanto affascinante: esso agisce infatti come una sentinella, percependo la presenza ed i movimenti di un qualche intruso, dopodiché invia un impulso presso la centralina che fa subito scattare l’allarme. Inoltre, generalmente, l’attivazione dell’allarme fa anche partire una chiamata telefonica al proprietario, che potrà così essere prontamente allertato.

Entrando maggiormente nel merito della questione, scopriamo tuttavia che un antifurto wi-fi è dotato di numerose componenti, tra cui barriere perimetrali, sensori antisfondamento, contatti magnetici e altri ancora. Tutte queste parti, veri e propri dispositivi a sé stanti, interagiscono tramite wi-fi, appunto, ad una componente centrale, che è poi il vero cervello dell’antifurto. Tali dispositivi sono alimentati da batterie ricaricabili, che, per quanto siano a lunga durata, vanno comunque controllati spesso per ogni sicurezza.

Interessante notare l’impatto che la tecnologia odierna ha avuto su tali dispositivi, capaci di funzionare rilevanto il movimento o addirittura il calore: poiché, infatti, il corpo di un essere umano emette un forte calore, tali sensore riescono a rilevare una temperatura elevata, riuscendo quindi a comprendere che si è in presenza di un intruso.

Altri sensori, invece, avvertono i movimenti: altra caratteristica che lascia intendere la presenza di un qualche corpo estraneo. Bisogna però avvertire che anche un antifurto wi-fi può far cadere nella trappola del falso allarme: esso, infatti, specialmente se di qualità non propriamente elevata, farà fatica e distinguere il tipo di movimento, e in questo senso potrebbe far scattare l’allarme persino al passaggio di un animale, o persino di un oggetto spostato a causa di una forte raffica di vento. È sempre bene, quindi, prestare le dovute precauzioni.

digital video recorder

Cosa sono e come funzionano i Digital Video Recorder

Quando si parla di sistemi di allarme e di antifurto, spesso si fa riferimento alla classica ‘scatolina’ che serve per registrare i cambiamenti (di temperatura, di energia, oppure la rottura del contatto magnetico che protegge porte e fnestre) e quindi per attivare l’allarme una volta che questi cambiamenti sono messi in atto. Per dirla meglio, un antifurto ad infrarossi, per esempio, è utile perché identifica una variazione di calore all’interno della stanza sotto controllo, mentre uno con funzionamento a microonde registra le variazioni di onde di energia, attivando l’allarme in caso di pericolo.

Tuttavia, i sistemi di controllo e protezione per una casa o per un edificio in genere non si fermano qui: con l’avanzare sempre più importante di furti e manomissioni, sta diventando sempre più necessario attivare dei sistemi di protezione e di sicurezza il più possibile innovativi e sicuri, come ad esempio le videocamere di sorveglianza ed i digital video recorder – anche noti come DVR – che vengono utilizzati con le telecamere stesse.

Di cosa si tratta? Hanno un costo elevato? Possono essere associati ad altre forme di controllo? Funzionano davvero?

Prima di rispondere a tutte queste lecite domande occorre ricordare che DVR è l’acronimo di Digital Video Recorder, ovvero in inglese Videoregistratore digitale: ciò significa che le immagini che sono riprese dalla telecamera di sorveglianza non sono semplicemente riprese e cancellate, ma vengono registrate su un formato digitale per consentire anche il controllo successivo all’eventuale furto. La semplice telecamera di sorveglianza funziona attraverso la visualizzazione di frame ed immagini, mentre l’eventuale presenza aggiunta di un sistema di videoregistrazione in formato digitale permette di avere un controllo ancora più massiccio ed importante perché offre la possibilità di visionare successivamente le immagini e di evidenziare eventuali problemi.

In caso di furto riuscito, la presenza della telecamera con videoregistrazione consente di vedere – anche tramite accesso remoto – le registrazioni eseguite, e di verificare numeri di targa o eventuali immagini identificative del ladro o del malintenzionato. I digital video recorder hanno la possibilità di registrare le immagini anche per mezzo di più telecamere contemporaneamente: il funzionamento è anche in quel caso molto semplice.

Questo tipo di strumento consente di avere un ulteriore punto di riferimento in caso di furti avvenuti, ed è proprio a questo strumento che spesso si affida chi effettua indagini su furti e rapine in supermercati, banche, o in prossimità di centri commerciali e strutture in cui sia presente la videocamera di sorveglianza.

antifurto casa

Antifurto casa in offerta

Comprare un antifurto casa in offerta da installare all’interno del proprio appartamento o della propria casa privata per proteggerlo da malintenzionati e da ingressi indesiderati in casa è davvero la scelta giusta? Può essere una scelta conveniente oppure occorre diffidare dalle offerte per scegliere invece prodotti a prezzo pieno?

Rispondere a tutte queste domande non è certo semplice. Non lo è perché ovviamente, chi decide di acquistare un sistema di allarme per difendere sé stesso ed i propri beni (mobili ed immobili) dai ladri e dai malviventi, deve comunque sostenere un costo che spesso non è da sottovalutare, in special modo in momenti di crisi lavorativa, economica e sociale.

Tuttavia, proprio per questo motivo, e proprio per evitare di ritrovarsi con la casa completamente distrutta o svegliati nel pieno della notte da un ladro in azione (con conseguenti rischi per la nostra incolumità e per quella della nostra famiglia), è importante sapere che il costo che affronteremo sarà comunque ripagato e verrà ammortizzato grazie al fatto che avremo una sicurezza in più.

Prima di rispondere alla domanda se convenga davvero (o meno) acquistare un antifurto casa in offerta, ricordiamo che, a prezzo pieno, un sistema di allarme completo o comunque personalizzabile può arrivare anche ad un costo di oltre 1000 euro: per questo motivo, se conosciamo il brand dell’antifurto casa che abbiamo trovato in offerta, se ci fidiamo del negozio presso il quale abbiamo deciso di acquistare il nostro sistema di allarme, e se abbiamo dei feedback positivi, l’acquisto di un antifurto in offerta non è una scelta così azzardata.

Anzi: esattamente come avviene per altri oggetti che spesso acquistiamo ad un prezzo ribassato per spendere il meno possibile, anche l’antifurto casa può avere un prezzo più economico, senza che venga in alcun modo messa in discussione la qualità del prodotto.

Sia che decidiamo di comprare un antifurto a prezzo pieno, sia che abbiamo la fortuna di trovare un antifurto casa in offerta, dovremo comunque prestare attenzione alla qualità del prodotto e del marchio, ma anche alle sue componenti, senza rischiare di farci fregare. Un kit in offerta è del tutto valido se è ricco delle sue componenti e degli accessori spesso considerati ‘aggiuntivi’, pertanto l’unico aspetto negativo a cui potremmo andare incontro potrebbe essere l’assenza degli optional: in ogni caso, bisogna sempre diffidare da offerte ‘false’ – è bene, per esempio, fare un rapido giro in rete per capire il prezzo iniziale del prodotto – e soprattutto è molto importante controllare che il prodotto sia del tutto nelle sue condizioni ottimali e con garanzia.

Quanto potrebbe costare un antifurto casa in offerta? Veniamo, insomma, alle note dolenti. Un sistema di allarme in offerta potrebbe raggiungere anche una percentuale di sconto del 50%: inoltre, pensiamo anche all’aspetto relativo alla presenza di omaggi (come ad esempio la spedizione gratuita, nel caso in cui decidessimo di acquistare online), oppure di sistemi di videosorveglianza o Sim card inclusi nel prezzo. Tutti aspetti eccezionalmente positivi, che vale la pena di sottolineare, anche per sistemi di allarme personalizzati.

studio

Perché scegliere un fotografo professionista e differenze con foto amatoriali

Molti pensano che fotografare qualcosa o qualcuno sia un gioco da ragazzi: il continuo emergere della tecnologia in questo senso è un aspetto da non sottovalutare perché spinge sempre più persone a credere di essere diventati fotografi professionisti come un affermato studio fotografico Milano solo perché si comprende cos’è un ISO o perché si conoscono un paio di effetti fotografici interessanti.

Fotografare è una cosa molto più seria. Non a caso, anche chi lavora o è proprietario di un affermato studio fotografico Milano è una persona che ha molto studiato per raggiungere l’obiettivo di rendere felice il cliente. Essere in grado di scattare qualche foto è una cosa che possiamo fare tutti, ma saper trasformare un momento in un’immagine degna di essere scattata ed apprezzata, sicuramente no. Ed è proprio per questo che sempre più persone scelgono di evitare, per i loro eventi, l’amico o il parente con la macchina fotografica, per fare invece riferimento ad un fotografo professionista: lungi dal voler svalutare il lavoro dell’amico o del parente, in quel caso si può trattare di foto e video amatoriali, che meritano comunque rispetto ma non sono mai la stessa cosa che foto e video professionali.

Molte volte, quando una persona si rivolge ad uno studio fotografico Milano o ad un fotografo professionista, presenta dubbi e preoccupazioni che sono del tutto lecite: una coppia di futuri sposi, per esempio, vorrebbe che il fotografo fosse quasi interamente dedicato a loro, portando avanti un servizio fotografico degno di fare invidia a tutte le altre coppie di amici, ma allo stesso tempo è importante anche che si dia il giusto valore al panorama, all’atmosfera, alla location e, non da ultimo, agli invitati.

Detto questo, ciò che differenzia in particolare un fotografo professionista da uno amatoriale – o che si spaccia per tale – è proprio la capacità di ascolto, di sintesi e di analisi durante il primo incontro: un fotografo deve essere in grado di ascoltare desideri ed esigenze della coppia, ma non deve per esempio dimenticare di sottolineare i punti sui quali si soffermerà, dando così ai futuri sposi l’idea di conoscere la sua tecnica e quindi anche di potersi fidare.

Una delle preoccupazioni più diffuse di una coppia riguarda la cerimonia in Chiesa: molti fotografi poco seri o poco professionali, spesso scattano le foto disturbando l’evento e dimenticando che la cerimonia è assoluta protagonista. Un bravo fotografo deve saper immortalare l’evento e regalare emozioni, senza disturbare né i protagonisti né gli invitati.

amicizi

Una chat per single ma non solo

Una chat per single dovrebbe essere un metodo per conoscere nuove persone con l’obiettivo di iniziare una nuova storia d’amore: molto spesso, ci si iscrive ad una chat per single o ad un sito di incontri proprio in seguito alla fine di una storia che ci ha delusi o fatti soffrire, ed è abitudine comune scegliere proprio una chat per single oppure un sito di incontri per ridare energia alla propria vita.

Purtroppo, però, accade molto spesso che per entrare in una chat in cui iniziare a chattare con nuove persone sia necessaria la registrazione dei propri dati personali e privati, con la caratteristica abbastanza comune che i dati che registriamo vengano forniti ad aziende che li potranno utilizzare in futuro per necessità pubblicitarie o promozionali: questa situazione ci porta ad essere sempre più previdenti e cercare di evitare di farci ‘adescare’, con il risultato che sempre più persone scelgono di evitare una chat per single proprio per questo motivo.

Dovremmo però riconoscere che non tutte le chat sono così: ve ne è in particolare una, Amoredichat, che consente a chiunque di inserire semplicemente un proprio nickname o nome di fantasia ed iniziare direttamente a chattare con gli altri utenti, senza obbligo di registrazione. Un chat per single ma non solo, che è finalizzata ad aiutare chi vi si affida ad incontrare nuove persone ed a conoscere gli altri utenti, nella speranza di conoscere l’anima gemella e di dialogare con nuovi amici, da poter conoscere liberamente e senza alcun obbligo. L’unico ‘obbligo’ – se così vogliamo chiamarlo – di questa chat consiste nell’accettare – e di conseguenza seguire – le regole del buon senso e della corretta educazione: bisogna infatti sapere che essa non è una chat di incontri hot, non è pertanto finalizzata ad incontri sessuali, ma è un luogo virtuale in cui, in un ambiente del tutto sereno e pulito, si possono intraprendere nuove amicizie e ci si può scambiare sogni, opinioni, pensieri, in maniera gratuita e senza obbligo di registrazione.

La registrazione alla chat è tuttavia una scelta contemplata: se ci si trova bene all’interno delle stanze messe a disposizione dalla chat per single, ci si può ‘iscrivere’ con registrazione dei propri dati, per entrare liberamente nelle stanze sempre con lo stesso nickname e per ridere e passare il proprio tempo in allegria ed in serenità con altre persone. La scelta, però, non è vincolata: infatti, in qualunque momento si può decidere di eliminare la propria iscrizione al programma, e ritornare alle vecchie ‘abitudini’ di entrare in chat senza necessità di iscrizione.

Un modo interessante per fare amicizia, per trascorrere il proprio tempo libero condividendo pensieri, opinioni e parole, con persone nuove, tra le quali si potrebbe anche celare la propria anima gemella. Chattare gratis senza obblighi, senza registrazione obbligatoria, senza abbonamento (il servizio è infatti gratuito al 100%) per trovare una nuova collocazione nel mondo delle amicizie, per essere sempre online e disponibile anche su smartphone e tablet da tutte le città d’Italia, Milano, Napoli, Torino, Cagliari, Roma, e ovunque ci si trovi!

amedeo-e-alessia

Amedeo ed Alessia: scuse false o reali?

È ormai da qualche mese che Amedeo Andreozzi e Alessia Messina si sono separati, eppure la loro storia fa ancora rumore: nata sotto i riflettori del programma Uomini e Donne, noto dating show di cui è possibile vedere le anticipazioni anche su uomini e donne video, la storia d’amore tra Amedeo e Alessia è stata abbastanza breve rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati.

Infatti, seppure all’inizio sembrasse davvero che Alessia e Amedeo si fossero innamorati, le cose tra loro hanno iniziato a prendere una piega sbagliata molto presto. Solo dopo un mese dall’inizio del loro rapporto, i due hanno deciso di partecipare ad un programma tv condotto da Filippo Bisciglia, Temptation Island: la trasmissione sembrava aver diviso la coppia perché Amedeo era apparso in più occasioni pieno di dubbi e di perplessità, ma alla fine i due avevano deciso di continuare il loro percorso.

Eppure, dopo poche settimane, la coppia era già scoppiata: incomprensioni, litigi, forse modi di vedere la vita molto diversi tra loro, tutto ciò ha contribuito a rendere il loro rapporto meno solido e i due, alla fine, non sono riusciti a superare la crisi.

Ma sebbene siano passati già alcuni mesi dalla rottura, si continua ancora a parlare di Amedeo e Alessia: il gossip su di loro è ancora acceso, anche perché recentemente la coppia è stata protagonista di un episodio che potrebbe dire molto sui motivi della rottura. Presenti insieme ad una puntata di Uomini e donne – alla quale erano anche presenti le altre coppie di Temptation Island – i due hanno iniziato a litigare pesantemente, lasciando lo studio in maniera separata. Da allora, Amedeo ha raccontato di aver chiesto scusa alla sua ex per le sue reazioni, ma Alessia ha replicato dicendo di non aver mai ricevuto le scuse dell’ex.

Cosa sarà accaduto davvero? È difficile dirlo: il confine tra la verità e l’amarezza è abbastanza sottile, in casi come questi. Non rimane che attendere i prossimi eventi, per capire se tra Amedeo e Alessia sia davvero tutto finito o se, una volta calmate le acque, ci sia la possibilità di riprendere in mano questa storia.

WebIndexProjectPhoto

Web index, parla Tim Berners Lee

Quando a parlare è Sir Timothy Berners-Lee, inventore del World Wide Web, non si può fare a meno di ascoltare in religioso silenzio uno dei mostri sacri della storia dell’informatica. Recentemente lo scienziato si è espresso in qualità di portavoce della World Wide Web Foundation, organismo da lui stesso creato, con l’obiettivo di rendere la rete aperta, accessibile e di valore per tutti. La Fondazione annovera infatti tra le proprie attività il progetto Web Index, una classifica che mette in ordine 61 nazioni del pianeta a seconda del livello di penetrazione e di qualità della diffusione sociale della rete, secondo dati forniti da dieci fonti differenti, tra cui le Nazioni Unite e Reporter senza frontiere, che vanno a comporre 23 indicatori.

Per il 2015 il primo posto spetta alla Svezia, da sempre all’avanguardia nel settore, che è dunque il Paese in cui l’impatto di Internet negli ambiti sociale, politico, economico e culturale risulta maggiore. A seguire sugli altri due gradini del podio Stati Uniti ed Inghilterra; Francia e Germania si trovano rispettivamente al 14esimo e al 16esimo posto. E l’Italia? Lo Stivale, ottava economia al mondo, si attesta alla 23esima posizione, tra Messico e Brasile.

Berners-Lee durante la presentazione ha accennato proprio al nostro Paese, additando la sproporzione tra PIL pro capite e potenziale ancora marginalmente sfruttato della rete. Se dal punto di vista dell’utilizzo di Internet in un’ottica di business siamo più o meno sufficienti, sono i parametri politici a farci precipitare nella classifica: molto basse sono sia la e-partecipation, ovvero l’utilizzo di strumenti digitali per coinvolgere la collettività nelle decisioni pubbliche, che l’efficienza del governo nel spostare documenti e strumenti amministrativi online. Ugualmente da ottimizzare restano la connessione delle strutture scolastiche e le infrastrutture per la banda larga, quasi in stallo dal 2010.

facebook-hashtags

Facebook e gli hashtags

L’hashtag di Twitter su Facebook

Gli hashtag sono un’invenzione di Twitter, che hanno riscontrato un grandissimo successo. Ora ci sono anche su Facebook. L’obiettivo degli hashtag è quello di rendere le conversazioni più facili da seguire sul social network. L’introduzione degli hashtag su Facebook è stata annunciata dalla società di Zuckerberg mercoledì 12 giugno. Durante la conferenza stampa è stato dichiarato che il sistema degli hashtag sul social network blu era già stato introdotto su Facebook in versione inglese e che verrà introdotto a breve anche per le altre lingue in cui facebook è tradotto, tra cui ovviamente l’italiano. Da tempo si parlava oramai della possibilità di introdurre gli hashtag e a marzo il social network blu aveva dichiarato che il sistema era quasi pronto.

A cosa servono questi hashtag?

Quando un argomento diventa molto discusso gli utenti hanno la possibilità di postare utilizzando l’hashtag, ovvero parole o combinazioni di parole concatenate precedute dal simbolo # (cancelletto, in inglese hash). Gli hashtag sono una sorta di etichetta, che serve a rendere più facili da rintracciare le discussioni su quel determinato argomento. Il cancelletto rende la parola un link e cliccandoci sopra è possibile visualizzare tutte le discussioni in cui è stata inserita. È dunque uno strumento molto utile per chi vuole ricercare tutto ciò che è stato detto su un argomento.

Su altri social

Su Twitter l’hashtag è cosa vecchia ed é diventato nel corso del tempo una delle sue più significative risorse. Anche altri servizi social hanno adottato gli hashtag, come per esempio Instagram, Tumblr e  Pinterest.

porsche 919 hybrid

Porsche – Confermati i quattro cilindri per Cayman e Boxster

Per la Porsche si prefigura un futuro a quattro cilindri. Dopo la presentazione della 919 Hybrid per Le Mans 2015 con il nuovo V4 sovralimentato, anche alcuni modelli di serie potranno presto contare su motori con questo frazionamento.

A confermarlo è lo stesso Matthias Müller, che in una intervista ad Auto Motor Und Sport, ripresa da Automotive News, ha confermato che la prossima generazione di Boxster e Cayman porterà al debutto un inedito quattro cilindri boxer, capace di erogare fino a 400 CV sui modelli più potenti.

Quattro di ritorno. Secondo le dichiarazioni di Müller, il motore prenderà vita da un progetto modulare e sarà molto virtuoso in termini di emissioni di CO2. Non sono stati tuttavia fatti riferimenti diretti né alle cilindrate né alla presenza di un eventuale powertrain ibrido.

Porsche è universalmente conosciuta per i suoi sei cilindri boxer, ma la formula quattro cilindri è stata quella con cui sono stati mossi i primi passi nel mondo dell’auto con la 356, fino ai modelli da competizione degli anni ’50 e ’60. In seguito i quattro cilindri boxer sono stati adottati sulla 912 e sulla 914, mentre il quattro in linea è stata alla base dei modelli 924, 944 e 968. L.Cor.